Sono 3 le fasi che caratterizzano la nascita della Chiesa di San Leopoldo: l'avvio della costruzione nel 1823, la consacrazione nel 1838 con i lavori ancora in corso e il termine dei lavori nel 1841.
La chiesa rappresenta uno dei pochissimi esempi in tutto il mondo di edifici religiosi che contengono nella struttura elementi fatti in ghisa. E’ conosciuta ovunque, infatti, come la Chiesa della Ghisa.
San Leopoldo ha una pianta a croce latina. Famosissimo è il suo pronao sorretto da un colonnato composto da 12 colonne di ghisa e contornato da una balaustra anch’essa in ghisa lavorata come se fosse un ricamo!
Sono in ghisa anche alcune parti dell’arredo che si trovano al suo interno.
Da non perdere, nel transetto destro, un arredo funebre, dedicato proprio ad un ingegnere che, al tempo fu direttore delle Miniere e delle Fonderie del Ferro: Raffaello Sivieri. Al centro dell’altare svetta il tabernacolo del Nencini.
Sulla sinistra della navata si trova la Madonna Ilvana, scolpita su un getto di ghisa, proprio dietro al fonte battesimale. Quest'ultimo ha, a sua volta, un piedistallo interamente in ghisa.
Proprio per le particolarità, uniche nel loro genere, la Chiesa di San Leopoldo, è divenuta nel 1998 Monumento Nazionale.